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Si è tenuta ieri al MiCo di Milano la terza edizione del FED, il Forum dell’Economia digitale, organizzato da Facebook Italia e i Giovani Imprenditori Confindustria: uno sguardo, dal passato verso il futuro, alle nuove competenze digitali, per comprendere il modo migliore di usufruire della tecnologia e riuscire a sostenere la crescita economica della società.

La rosa degli ospiti dei vari talk che si sono susseguiti nella giornata comprende manager e imprenditori di successo di diversi settori economici, ma anche accademici e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno saputo utilizzare le digital technology in maniera fruttuosa e/o innovativa.
Ad accompagnare i talk, per la prima volta, live demo di alcuni progetti innovativi.

Arrivati all’ingresso, la fila sembra immensa, ma l’ottima organizzazione dell’evento permette alla coda di defluire con facilità.
Ottima organizzazione anche degli spazi: l’area bar/relax molto ariosa, ben allestita, poltroncine sparse in vari angoli, qualcuno ne approfitta per completare un lavoro in sospeso sul proprio laptop.

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Entrati nel salone, ci si sente subito catapultati all’interno di una sorta di realtà digitale del futuro, giochi di luci in sala, schermo full hd dietro al palco che proietta un filmato in loop ad hoc.
Il parterre è variegato, ma non troppo: in maggioranza è composto da giovani professionisti under 30, appassionati di digital, ma non mancano professionisti con maggiore esperienza.

A presentare gli ospiti durante l’evento, Barbara Gasperini e Marco Montemagno, volti noti dalla tv al web, entrambi legati alla divulgazione del mondo tech.
Dopo i saluti dei “padroni di casa” Luca Colombo (Country Director Facebook Italia) e Alessio Rossi (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria), si entra nel vivo con Ciaran Quilty, vicepresidente Facebook EMEA per le PMI, che ci fornisce i primi dati da analizzare sull’evoluzione tecno/economica: dati statistici mostrano che entro il 2020 il 25% della popolazione mondiale utilizzerà solo la tecnologia mobile e nel 2030 si arriverà al 75%. Ciò che ha influito molto nella crescita economica delle PMI italiane (piccole e medie imprese) per mezzo delle nuove tecnologie, sono i nuovi mezzi di comunicazione come Whatsapp e i Social Network, lo dichiara il 52% delle PMI italiane.
Il desiderio di acquisto online è in continua crescita: si stima che entro il 2020 il 50% di utenti nel mondo acquisterà online e nel 2030 il 68%. Proprio per questo diventa sempre più importante per le aziende che vogliono crescere la presenza di un sito e-commerce, soprattutto se consideriamo il fatto che 195 milioni di persone nel mondo si collegano online con imprese italiane perché interessati ai prodotti e al mito del Made in Italy.
Un esempio di questa espansione economica grazie alla digitalizzazione c’è stato dimostrato da Simone Maggi, Co-Founder e CEO di Lanieri. Ascoltando le esigenze dei clienti attraverso i supporti social, hanno sviluppato un sito e-commerce di alta sartoria, sul quale puoi creare, passo dopo passo, un vestito su misura, come se fossi dal sarto ma attraverso il tuo pc, per poi riceverlo comodamente a casa: grazie a questo sviluppo digitale, oggi Lanieri ha venduto almeno un prodotto in 55 nazioni nel mondo.

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Interessante il talk successivo di David Orban della Singularity University: gli studi effettuati in questa particolare università sono mirati a sviluppare tecnologie innovative che non siano ostili all’uomo e che abbiano un impatto positivo sul mondo. Dice “Sono tanti gli stimoli che riceviamo dal mondo e questi richiedono una nuova struttura”, “bisogna adeguarsi, stare al passo con il mondo digital, per capire il modo giusto per creare nuove opportunità”.

Seguono: Davide Dattoli, (founder di Talent Garden, piattaforma dove i professionisti del digital, tech e creatività lavorano e si connettono tra loro), che ci parla di come ripensare al modo in cui lavora l’azienda per ripartire, riorganizzandola attraverso la tecnologia, trovare la strada per arrivare al cliente. Talent Garden offre formazione attraverso la sua Innovaton School; Benedetto De Maio, prof. di Storia dell’Arte, ci descrive come cambia la fruizione dell’arte con l’era Digital, portando come esempio l’arte interattiva dell’Empty Museum, progetto creato all’interno del Grande Museo del Duomo di Firenze, che ha coinvolto 12 instagramers internazionali; Cristina Pozzi di ImpactScool, si occupa di formazione per docenti e studenti attraverso le nuove tecnologie, al momento aperta Open Call per diventare Ambassador di ImpactScool, al link https://impactscool.com/ambassador/call-for-ambassador/?v=cd32106bcb6d.
Sempre su questo filone legato al mondo della formazione e dell’arte attraverso il digitale, sul palco Stefano Borghini, architetto del Parco Archeologico del Colosseo, che ci mostra con un live demo l’esperienza di ricostruzione in realtà virtuale che oggi possiamo vivere all’interno della Domus Aurea di Roma, grazie alla tecnologia di Oculus https://www.coopculture.it/events.cfm?id=268.

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Ecco arrivare Salvatore Aranzulla, conosciuto da tutti sul web per le sue illuminanti guide su problemi legati al mondo del tech, che ci racconta la storia della nascita della sua azienda, con ironica timidezza.
I talk continuano: Alessandro Benetton e il lavoro con 21 Investimenti, per valorizzare e accompagnare nella crescita le aziende; Eugenio Sidoli di Philip Morris Italia, ci racconta del processo di rivalorizzazione delle figure professionali attraverso il digitale; dalla tavola rotonda con Barbara Poli (Rina) e Alessandra Ferreri (Eni) in cui si confrontano competenze umane e intelligenza artificiale, emerge come ad esempio Nelflix sia riuscita a creare un’intelligenza artificiale che si rapporta con l’emozione dell’utente e lo sviluppo del Green Data Center Eni, una potentissima intelligenza artificiale alimentata da energia rinnovabile.
La mattina si conclude con altri due live demo: con Antonio Perfido di The Digital Box sul Mobile Marketing e con Vincenzo Russi di E-Novia sugli Smart Robots.

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Il post pranzo si apre con un personaggio dello show business e della musica, il rapper Ghali, che ci racconta la sua esperienza digital all’interno del percorso che lo ha portato al successo.

Con Luca Sofri, direttore de Il Post, si parla della trasformazione dell’editoria e di come la “disinformazione”, nonostante sia sempre esistita, con l’evoluzione digitale si sia fatta largo maggiormente tra gli utenti. Dati sconcertanti, che confermano ciò che si sta scatenando sui social negli ultimi anni: soltanto il 20% degli utenti fa una verifica delle fonti, cresce la responsabilità individuale, siamo consapevoli del problema, ma non sembriamo essere interessati a preoccuparcene. La qualità dell’informazione si è inevitabilmente abbassata, conseguenza del fatto che ormai “ci siamo abituati” a non pagare l’informazione. Si discute del tema e delle possibili soluzioni al problema con Giorgio De Rita di CENSIS, Antonio Nicita di Agcom e il prof. Walter Quattrocchi, studioso di fenomeni digitali.

Mario Calabresi, direttore de La Repubblica, ci conduce in una riflessione sulle esigenze del nuovo pubblico digitale. Alla fine del suo intervento, è stata commovente la proiezione di un video sulla storia di un naufragio "A Sea of Shame", la storia di questi uomini che hanno perso tutto nell’abisso del mare.

Si parla di Brand Reputation con Matteo Flora di The Fool, che ci fornisce alcuni dati su cui riflettere: il 25% del market value di un’azienda è designato dalla sua reputazione; il 64% degli italiani recupera notizie sulle aziende dai social network; l’81% dei consumatori si informa online prima di concludere un acquisto/prenotazione.
Con Adrea Scotti Calderini entriamo nel mondo di Freeda: un caso tanto unico, quanto raro. Informazione e contenuti digital dedicati alla figura della donna, oltre i pregiudizi, oltre le diversità, per una divulgazione culturale tutta digitale.

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Ci avviciniamo alla chiusura con Martina Colombari, personaggio televisivo oggi influencer sui social, che parla della sua personale esperienza, i suoi primi passi nel mondo digital ma anche la sua esperienza di volontariato attivo in Haiti.

Due tavole rotonde per concludere: Matteo Lunelli di Cantine Ferrari ed Enrico Moretti Polegato di Diadora per una digitalizzazione tutta italiana; Sergio Dompè (Gruppo Dompè) e Simone Ungaro (Movendo Technology) sullo sviluppo tecnologico al servizio della salute. Movendo technology ci aspetta anche fuori dal Mico per l’ultimo live demo della giornata con “hunova”, il dispositivo robotico che assiste il medico, il fisioterapista e il paziente nel trattamento riabilitativo.

Una giornata molto ricca, Facebook Italia e Giovani Imprenditori Confindustria hanno regalato un evento decisamente di alto livello, un’eccellente organizzazione accompagnata da un’eccellente scelta dei relatori.

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