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Ascoltare: è sempre l’arma vincente, oltre che nei rapporti personali, in ambito lavorativo e, soprattutto, per chi lavora nel marketing.

Il social media listening può essere definito come un processo circolare volto a incrementare, massimizzare e ottimizzare le strategie di comunicazione e le scelte che le compongono, attraverso la raccolta dei dati, il loro trattamento, l’analisi e la produzione di risposte strategiche orientate all’ascolto della rete e agli spunti che gli utenti possono offrirci.

Ogni utente, anche se produce un solo post nella sua esistenza social, è un produttore di dati. Le aziende e i brand, sempre di più, si stanno attivando per cercare di accogliere, analizzare e strutturare questi dati in ottica di produzione di risposte che possano soddisfare quello che gli utenti stessi stanno chiedendo.

In quest’ottica, i social svolgono un ruolo fondamentale per permettere alle aziende di capire in che direzione è orientato il proprio target, quali sono i problemi, i punti di forza e le aspettative riposte nel proprio brand: ogni attività dev’essere frutto di un’analisi approfondita dei dati.

A livello pratico, però, come si attua il Social Listening?

Ecco come procedere:

  1. Procuratevi uno strumento di Social Listening, ottimi sono TalkWalker, macchinoso ma ricco, e Sysomos che ci dà la possibilità di esplorare overlap di interessi. Ad esempio: cosa piace alle persone che amano sia il Basket, sia il sushi e che vivono a Milano?
  2. Create una dashboard su una di queste piattaforme e iniziate un tracciamento “listening” per keywords o mention. Ad esempio #Basket (prima keyword) #Sushi (seconda keyword) e geolocalizzate il tracking su Milano. Da questo momento lo strumento traccerà chiunque parlerà di questi argomenti, su Milano, e vi restituirà delle metriche: parole associate, dati demografici, e comportamenti web di coloro che ne parlano.
  3. Una volta collezionati i dati passate alla fase di definizione del target: estrapolate dalla ricerca ciò che più caratterizza il pubblico individuato e sviluppate una strategia di contenuto, volta a soddisfare sia gli interessi del target sia quelli del brand.
  4. Non dimenticare di tracciare anche le mention dei competitor e del brand che stai promuovendo per misurare nel periodo di attività se ci sono dei miglioramenti in termini di volume di conversazione.
  5. Una volta individuata e analizzata la nostra audience di riferimento e definita la strategia possiamo passare alla creazione di contenuti ad hoc, impostando il corretto tone of voice (la voce con la quale vogliamo parlare), definendo la visual identity e i canali sui quali comunicare, fino ad arrivare agli aspetti più pratici come la frequenza, il numero di post per argomento e gli orari di pubblicazione.
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