Microblading: che cos’è e perché farlo

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Microblading? Sì, grazie. Questa la risposta di quanti si rivolgono alla nuova tendenza cosmetica che è nata negli USA ma, negli ultimi anni, prende sempre più piede in Italia.

La tecnica utile per lei e per lui permette di rinnovare il look della propria arcata sopracciliare, donandole maggiore espressione e fascino senza preoccuparsi della ricrescita.

Parliamo di un tatuaggio semipermanente che viene realizzato mediante l’utilizzo di aghi molto piccoli che conferiscono colore e forma alla propria pelle.

Microblading: perché sottoporsi al trattamento?

Ottima soluzione per sopracciglia rade, incrociate o incurvate in maniera non omogenea, il microblading si differenzia dal tattoo poichè non è permanente dato che i pigmenti non permeano gli strati più profondi della pelle, fermandosi in superficie e scomparendo quasi del tutto dopo un paio d’anni.

Quanto dura quindi l’effetto del trattamento estetico? Uno o due anni, massimo tre anche se molto dipende dall’esposizione ai raggi solari (si consiglia sempre di applicare una crema protettiva), dalla propria predisposizione genetica, ecc.

I vantaggi del microblading

Il microblading, rispetto al tatuaggio alle sopracciglia, dunque, ha il vantaggio di poter modificare la propria scelta estetica, provando a vedersi con un aspetto differente senza tuttavia convertirsi in via definitiva.

Per un risultato naturale è bene optare per un tratto meno delineato mentre, se la sensualità è una prerogativa per te, meglio scegliere una soluzione cosmetica che preveda un contorno ben definito in modo da conferire allo sguardo l’effetto ricercato.

E’ importante decidere qual è l’aspetto con cui vorremmo vederci nel quotidiano prima di procedere ad effettuare il microblading, anche se non si tratta di un metodo con risultato permanente. Per una serata particolare potremo avvalerci del trucco, ma appena svegli non possiamo rischiare di non riconoscerci o non piacerci.

Correggere inestetismi che ci rendono invisi a noi stessi può costituire parte integrante del percorso di accettazione dei propri limiti, ma bisogna procedere secondo il giusto criterio, senza strafare.